Vincent, l’uomo tra sogno e realtà - tema svolto di Giulia Corsaro

Dato che mi è stata data la possibilità di lavorare su una traccia libera,ho deciso di dedicare questo tema a Vincent  Van Gogh.
Parlando di questo meraviglioso artista viene automaticamente in mente la sua vita,un’esistenza tormentata che lo rese tanto famoso,però io non è di questo che voglio parlare,non voglio scrivere la sua biografia, ma voglio riflettere sulla visione che egli aveva del mondo, voglio soffermarmi su quello che i suoi occhi riuscivano a sussurrare alle sue mani,facendogli  creare quei capolavori capaci di farti vibrare l’anima. Un esempio  per me ne è il nel dipinto “notte stellata”,io non sono una critica d’arte e nemmeno me ne intendo particolarmente,  ma sono solo una ragazzina che la prima volta che ammirò quel capolavoro aveva solo 5 anni e le sembrò che il mondo dietro tutte le sue guerre,le sue sofferenze e le sue carestie,non fosse poi così male se ammirato con gli occhi di un bambino. Per questo motivo reputo tanto grande Vincent Van Gogh,perché fu capace di suscitare in me una grande emozione pur essendo io tanto piccola,ma infondo è proprio questa la funzione dell’arte no? Trasmettere emozioni,sensazioni,farti entrare nella condizione del pittore,dello scultore,del cantante, farti capire e sentire quello che lui provava in quel preciso istante.
E Vincent,almeno a parere mio,ci riusciva. Con quei suoi quadri,firmati dalla sua inconfondibile pennellata violenta e tormentata era capace di stimolare la tua fantasia fin al punto di farti viaggiare e ritrovare in uno di quei suoi campi di grano,sotto la luce della luna e  l’oscurità delle ombre che scendendo dalle colline agghindate di stelle rendevano il sapore aspro del mondoquotidiano,dolce e magico.
Ed è proprio per questo che  io non riesco a capire come lui sia stato tanto incompreso nella sua epoca,perché i suoi contemporanei non riuscivano a vedere la sua grandezza? In quale modo osavano confondere la pazzia con il suo genio?  Perché non sono riusciti a vedere il vero Vincent prima che lui commettesse il terribile gesto del suicidio? Sembra proprio che il destino dei geni  del nostro passato e chissà probabilmente anche quelli  del nostro futuro,sia quello di essere ripudiati e incompresi dai proprio contemporanei.  Che peccato che l’uomo non riesca mai a vedere la realtà in tempo,quante cose si  sono perse così nel passato, come mi sarebbe piaciuto poter incontrare un uomo tanto grande come Vincent Van Gogh per potergli chiedere come riuscisse a vedere la vita sotto tali sfumature. Ma forse non avevano tutti i torti i suoi contemporanei dicendo che fosse un pazzo e forse era proprio questo il suo segreto, l’ingrediente che arricchiva e insaporiva la sua visione della vita e probabilmente è questo che ci manca,un pizzico di buona e sana pazzia. E come cantava Don McLean nella canzone dedicata a Vincent: “Now I understand
what you tried to say to me
how you suffered for your sanity
how you tried to set them free
they would not listen they did not know how
perhaps they’ll listen now ”.
                              Giulia Corsaro

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