Il mio anno scolastico con la classe I°F - di Ilaria Giani

Quest’anno per me è stato ricco di sorprese, ho la sensazione che durante questo ciclo scolastico io sia cambiata molto: non solo è mutata la mia visione delle cose ma anche il modo in cui affronto le diverse situazioni e il modo in cui io vedo me stessa.
C’è da dire come premessa, che questa è la seconda volta per me in una prima liceo, l’anno scorso avevo intrapreso un corso di studi in un liceo Scientifico, convinta, forse un po’ troppo, di potercela fare, dato che in passato avevo già dimostrato una certa destrezza a livello scolastico; ad Aprile di quell’anno mi sono trovata parecchio in difficoltà perché la mia situazione scolastica non era delle migliori; mia madre diceva che, in fondo, non ero messa così male, a detta sua “Arrivare ad Aprile con tre materie con il cinque non è così male!” e forse aveva ragione ma dal mio punto di vista era un disastro: ero sempre stata abituata a prendere bei voti senza neanche sforzarmi troppo, ero sempre stata una delle prime della classe, volevo esserlo! Lo so che non è molto bello detto così ma è la verità, essendo l’unica cosa in cui sono brava, almeno a scuola volevo eccellere. Per questo la decisione di farmi bocciare è stata la più difficile della mia vita, non tanto perché avrei perso un anno, ma perche mi sentivo come se avessi fallito, e questo non ha esattamente giovato alla mia autostima. Tutto questo ha reso il primo giorno di scuola al liceo Gian Battista Vico probabilmente il più stressante dal giorno in cui ho sostenuto l’esame orale in terza media; non credo fossi agitata per una ragione in particolare, credo sia stato più un’unione di diverse riflessioni interne: ero determinata a riacquistare la mia ottima media scolastica, non volevo provare mai più la sensazione che si ha dopo aver ricevuto un brutto voto, non volevo sentirmi un fallimento e più di tutti non volevo deludere i miei genitori, volevo renderli fieri di me.
Devo ammettere che la maggior parte delle mie preoccupazioni sono sparite del giro di un paio di mesi, forse quando ho realizzato che non ero più allo scientifico e l’atmosfera che si respirava in classe era molto più serena e rilassata, senza parlare dei professori che non sono dei dittatori pronti a ammonirti appena metti un piede in fallo, ma dei consiglieri che dovrebbero aiutarti durante un percorso di 5 anni. Piano piano ho ricominciato a riacquistare un po’ dell’autostima persa l’anno precedente, ottenendo voti di cui sia io che i miei genitori potavamo andare fieri. Insomma, dal mio punto di vista tutto era tornato allo status quo ed ero felice; ma non sono una secchiona esclusivamente ossessionata dai libri e dallo studio, quest’anno ho avuto anche l’occasione di stringere delle amicizie davvero molto singolari, ho legato con praticamente tutti in classe, il che è un bene, così si evitano conflitti inutili, ma sono poche le persone in classe che anno lasciato un segno: c’è Ludovica, lei è un anno più piccola, credo che per descriverla basti dire che è completamente fuori di testa, e l’adoro per questo, a lei non importa di quello che gli altri pensano di lei, è spontanea e autentica e riuscirebbe a strappare un sorriso anche a un  pezzo del mobilio, poi c’è Giulia, anche lei ha un anno in meno di me, ma sembra molto più matura della sua età, è una di quelle persone a cui non devi chiedere un parere o un consiglio se non vuoi sentire esclusivamente la nuda e cruda verità, e sottolineo cruda, ed è per questo che mi piace, è raro trovare una persona che non abbia paura di ferirti dicendoti la verità, so che lei sarà sempre onesta con me, senza contare che riesce a farti ridere anche della più piccola cosa e la maggior parte delle volte involontariamente, ed infine Chiara, credo che la nostra amicizia sia allo stesso tempo bellissima e strana, siamo estremamente simili in alcuni tratti, come il modo di vestirci, e profondamente diverse in altri, a le piace attirare gli sguardi ed io preferisco restare sullo sfondo, io sono meditativa mentre lei impulsiva, e la lista continua, sarà vero quello che dicono, gli opposti si attraggono? Non lo so, ma so che Chiara mi ha aiutata parecchio quest’anno, e anche se probabilmente lei non se ne rende conto è riuscita in qualcosa in cui molti altri avevano fallito, ha fatto in modo che io volessi un po’ più di bene a me stessa, è un’amica fantastica e so che potrò sempre contare su di lei.
Quindi ora, guardando indietro a quest’anno passato posso affermare che complessivamente è stato un anno da ricordare: sono riuscita a riscattarmi dopo un anno disastroso, ho conosciuto delle persone fantastiche e sono cresciuta come persona, tanto da capire quello dell’anno scorso non è stato un fallimento ma un semplice errore di passaggio che mi ha aiutato ad affrontare quest’anno scolastico con una maturità che l’anno precedente non avevo, e questo mi ha aiutato molto anche ha livello personale, sono diversa, mi sento diversa, migliore, e questa credo sia la cosa più importante.
Credo che se dovessi descrivere quest’anno in una parola sarebbe rivoluzionario, e si sa’, dopo una rivoluzione inizia sempre una nuova era.

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