Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte - Ludovica Giangregorio 2°f

Era mezzanotte e sette minuti quando Christopher, prima di rientrare a casa, vede Wellington, il cane della signora Shears, disteso sull'erba con gli occhi chiusi. Era morto, un forcone l'aveva trafitto, le punte dovevano averlo passato da parte a parte per poi essersi conficcate nel terreno, facendo così restare il forcone ancora in piedi.
Christopher è un ragazzo di quindici anni affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, a causa della quale manifesta alcuni disturbi del comportamento come ad esempio: non sopportare, di essere toccato, il colore giallo e marrone, di mangiare due cibi diversi nello stesso piatto e infine la difficoltà di comprendere gli esseri umani.
La sindrome gli attribuisce inoltre delle capacità straordinarie nei problemi logico-matematici, infatti nel libro sono riportati molti esempi di problemi e quesiti che lui risolve nei momenti più difficili, come stare in mezzo a molte persone, rendendosi così estraneo dai rumori e da tutto quello che lo circonda.
Christopher vive con suo padre in una cittadina dell'Inghilterra chiamata Swindon.
Il padre di Christopher gli ha sempre raccontato che sua madre é morta a causa di una malattia al cuore e che proprio nel momento in cui si stava per riprendere un infarto gli ha tolto la vita.
Una sera però, mentre cercava nella stanza del padre un suo libro che aveva scritto sulla morte del cane della signora Shears, trova delle lettere di alcuni mesi prima indirizzati a lui da sua mamma, che gli chiede per quale motivo lui non avesse mai risposto  alle sue missive.  Lei ora vive a Londra con il marito della signora Shears, il "signor Shears". Il padre scopre che il ragazzo ormai sa tutto per cui gli rivela anche di essere stato lui ad aver ucciso il caneWellington.
Christopher, sentendosi deluso dal padre e ritenendolo un bugiardo, vuole scappare per andare da sua mamma a Londra.
Mentre suo papà dorme,  con tutto il necessario per il viaggio, va alla stazione e parte.
Per Christopher questo è un passo importante perché, pur avendo dei problemi ad interagire con le altre persone, riesce a farsi forza,  a prendere il treno e, dopo un lungo tragitto, dalla stazione a casa di sua mamma, riesce ad incontrarla e, finalmente dopo tanto tempo, a riabbracciarla.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo ritengo un giallo diverso dagli altri, un libro commovente ma allo stesso tempo molto divertente.
Lo consiglio a tutti perché, pur non essendo una gran lettrice, questo libro, fin dalla prima riga, mi ha fatto vivere da protagonista tutti i momenti che Christopher ha vissuto, dai più brutti ai più belli.
E' stato assolutamente coinvolgente.

Ludovica Giangregorio

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